Lettera del dirigente scolastico

Gentili Genitori,

care professoresse, professori e insegnanti,

come sapete ho preso la dirigenza dell’Istituto Comprensivo “Del Bene” di Maruggio e Torricella solo dal 20 dicembre dello scorso anno.

È una scuola che ho fortemente voluto, tra quelle che mi sono state messe a disposizione, e nella quale ho trovato un ambiente accogliente e stimolante che mi ha spinto a mettermi al lavoro subito con entusiasmo e alacrità.

Il mio non è stato il facile entusiasmo del neofita, ma quello determinato da un’idea di scuola che ho maturato negli oltre trenta anni di insegnamento, di ricerca educativa e di esperienze connesse all’apprendimento.

Oggi ci troviamo ad affrontare una situazione estremamente difficile, a tratti drammatica, nuova per tutti noi. Io ritengo, tuttavia, che quello che stiamo vivendo debba divenire motivo di stimolo intellettuale e occasione per un rinnovamento.

Alcune insegnanti mi hanno sottoposto le belle parole di una madre che sottolineano come l’attualità ci sta insegnando altro, ciò che non si trova in nessun libro. Ed io sono perfettamente d’accordo.

Quello che noi pedagogisti chiamiamo con parola fredda e tecnica “apprendimento informale” deve essere oggi al centro della nostra attenzione. Noi apprendiamo sempre, in ogni periodo della nostra esistenza: sono le cose della vita che, mettendoci di fronte a nuovi problemi, spesso inaspettati, ci spingono a riorganizzare costantemente il nostro modo di pensare, di rapportarci con gli altri, di vivere.

Noi che siamo professionisti cosa dobbiamo quindi fare?

Io ritengo che sia importante per i docenti e i genitori contribuire a che il senso di questa esperienza, che offre mille spunti di riflessione e crescita, sedimenti i valori che i bambini e i ragazzi stanno inconsapevolmente maturando. Gli operatori della scuola sono quelli che creano i filtri critici tra gli accadimenti e l’individuo, sono quelli che inducono a stringere la rete delle sinapsi nel cervello dei loro alunni, sono quelli che aiutiamo l’individuo a mettere a sistema l’esperienza.

La loro funzione, marcatamente nel primo ciclo degli studi, quello della fascia 3/13 anni, è in definitiva quella di costruire cittadini migliori capaci di apprendere e continuare ad apprendere criticamente nel resto della loro vita.

Su questo, nella nostra scuola, quando questa brutta faccenda sarà finita, alla fine dell’anno e all’inizio del prossimo anno scolastico, voglio aprire un importante dibattito: sarà sicuramente un grande momento di crescita delle capacità professionali e genitoriali della nostra comunità.

Solo in questo modo il corona virus non sarà passato invano nelle nostre vite.

Buon lavoro a tutte e a tutti.

                                                                                 

                                                                                                         Il Dirigente Scolastico

                                                                                                         Prof. Saverio Pansini

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